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LA VITICOLTURA IN VALLE CAMONICA
La viticoltura è presente in Valle già in età romanica; è però nel II° millennio d.C. che si riscontrano numerosi miglioramenti sotto l’aspetto agronomico e incrementi delle superfici coltivate. Purtroppo successivamente un rallentamento, dovuto alle mutate ed avverse condizioni climatiche, interessa molte coltivazioni: l’abbassamento della temperatura cancella molti vitigni soprattutto nell’alta e media Valle (primi anni del 1700). Durante il secolo IX° le avversità quali l’Oidio (1851), la Peronospora (1881) e la Fillossera (1887), diminuiscono ulteriormente e drasticamente le superfici condotte con tale coltura. Si ha poi una ripresa fino ad arrivare, a 2000 ha di superficie vitata, che si mantengono sino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso. Negli anni ’70 inizia un lungo abbandono ed una decrescita dei terreni coltivati che ai giorni nostri attesta il patrimonio vitato a circa 150 ha. Questi sono coltivati da circa 500 viticoltori che, nel dopolavoro o da pensionati, curano i propri preziosi vigneti. I vitigni maggiormente presenti in Valle risultano essere:
per i vitigni a bacca nera Merlot e Marzemino;
per i vitigni a bacca bianca Muller Thurgau, Incrocio Manzoni, Riesling Renano;
vi sono inoltre vitigni autoctoni che purtroppo stanno scomparendo quali il Valcamonec, l’Erbanno ed il Sebina;
Disciplinare del vino I.G.T. di Vallecamonica
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AZ. AGRICOLA LUSCIETTI
COOP AGR. ROCCHE DEI VIGNALI |
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